Febbraio 2009

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DONNA MAGAZINE

  IL GRANDE BOMBER GIGI MARULLA  



Il grande bomber: Gigi Marulla, Idolo della tifoseria considerato la Bandiera rosso-blu.

“C’è una bandiera che non è stata mai ammainata, che sventola ancora con orgoglio tra i vessilli del popolo rosso-blù . La storia di Gigi Marulla il grande  Bomber di Stilo con la fascia di capitano …. con coraggio e voglia di vincere.” (dai tifosi di tam tam).

Marulla viene ricordato da tanti tifosi sparsi per tutta Italia

Marulla con la maglia del Cosenza in una partita commemorativa disputata nel la primavera 2008 :vecchie glorie contro i giovani lupi del cs-calcio.Luigi Marulla è nato a Stilo (rc), 20 aprile 1963 è un allenatore di calcio italiano, già calciatore.

Bandiera del Cosenza, club con il quale ha giocato per 11 stagioni: 3 in Serie C/1 e 8 in Serie B. Molto amato ed apprezzato dalla tifoseria cosentina. Con i rossoblù calabresi ha indossato per diversi anni la fascia di capitano. Marulla è fino ad oggi il calciatore più prolifico di reti nella storia del Cosenza (91 gol in campionato), superando in graduatoria un altro colosso del calcio cosentino, ovvero Renato Campanini. Ha iniziato la sua carriera nell'Acireale, in Serie D, nella stagione 1979/80, disputando solo 2 gare. Con i granata gioca anche nella stagione successiva, ed in 28 partite segna 9 gol. L'anno seguente passa nelle giovanili dell'Avellino. Nel 1982/83 si trasferisce al Cosenza, in Serie C/1, dove rimane fino al 1984/85, quando diventa capocannoniere del girone B, con 18 reti realizzate in 27 presenze. Viene acquistato dal Genoa, con cui disputa tre campionati consecutivi tra i cadetti. Con i Grifoni liguri gioca 100 partite, mettendo a segno 23 gol. Nel 1988/89 torna all'Avellino, in B, dove realizza 10 gol in 30 partite. La stagione successiva, sempre in Serie B, torna a vestire la maglia del Cosenza, rimanendovi fino al 1996/97, anno calcistico conclusosi con la retrocessione dei calabresi in C/1. In questi 8 campionati consecutivi (giocati tutti in Serie B), Marulla segna una valanga di gol. Quello più importante lo firma a Pescara (1990/91), quando, grazie ad una sua rete giunta nei tempi supplementari, permette al Cosenza di ottenere la salvezza nello spareggio con la Salernitana. Nel 1996/97, un suo gol realizzato a Padova, contro la squadra locale, non basta a salvare dalla retrocessione in C il Cosenza. Chiude la carriera in Serie C/2 con la maglia del Castrovillari. Nel 2004/05 ha allenato il Cosenza 1914 in Serie D, mentre l'anno successivo, sempre in D, ha allenato per un breve periodo l'AS Cosenza. A marzo del 2008 viene assunto dal Gallipoli (serie C/1) come secondo di Vincenzo Patania.Marulla è stato uno dei 46 ammessi al supercorso di Coverciano dal quale vengono sfornati tutti i migliori allenatori nazionali nel 14 giugno 1999 al corso per allenatori professionisti di seconda categoria. 

Incontriamo Gigi Marulla nel suo Marca, la struttura che ha creato e gestisce insieme, tra l’altro, al figlio Kevin. Una scuola di calcio una delle più importanti del sud Italia, omologata dalla Lega Nazionale Dilettanti e 12 allenatori, molti dei quali ex calciatori del Cosenza come Alberto Canetti e Walter Perrotta.

Ecco cosa dice Marulla : “Si tratta di una delle poche scuole calcio che adotta un programma di allenamento annuale per tutte le categorie. Si lavora con la speranza di tirare fuori qualche campione che possa giocare in squadre dei massimi campionati professionistici. Sicuramente lavorare coi giovani non è facile, ci sono grosse responsabilità”. E’ a suo agio Gigi nella sua struttura, e si legge negli occhi dei genitori che accompagnano i figli agli allenamenti la fiducia che ripongono nell’ex bomber del Cosenza. Per Marulla non servono presentazioni, parlano per lui i circa 150 gol segnati in campionati professionistici, recordman di presenza e di gol con la maglia rossoblù. Un simbolo per la città di Cosenza, ma in generale per tutto il calcio della nostra regione.



Gigi Marulla col vizio di sempre: fare goal, ma il calcio è bello solo a certi livelli?

No, il calcio e' bello anche al quarto piano del professionismo, anche per uno come me che ha giocato in A e in B per 12 stagioni consecutive. Esperienze straordinarie, e giuro ancora oggi non so come si arriva alla via del successo in un mondo che ti acclama solo quando esci vincitore.

Perché sei andato via dal cosenza calcio?

Ma perche' avevo capito che era stato tutto gia' deciso. Non c'era piu' spazio per me in C1. Cosi', col cuore in gola, era arrivato il momento dell'addio, ognuno per la propria strada, senza rancore.

Che ne pensi gigi del cs-calcio di oggi?

Sta strabiliando un po’ tutti con queste  vittorie di fila. Gli spettatori aumentano di domenica in domenica, e se andiamo a leggere tutti i tabelloni delle altre partite di Seconda divisione non credo che possiamo trovare di meglio. C’è una dirigenza abbastanza organizzata, seria, e si stanno vedendo i frutti del loro lavoro. In   questa squadra sono fondamentali tutti, ad esempio Ambrosi, un portiere che potrebbe giocare tranquillamente in Prima divisione. Mirabelli è bravissimo e Toscano è un tecnico che sa lavorare bene.

Quali sono i giocatori più forti con cui hai giocato in squadra e quale il gol più bello e quello più importante?

Di compagni forti ne ho avuto tanti, giocatori che hanno fatto bene in serie A. Cito però Lucarelli e Padovano.

Il gol più bello quando indossavo la maglia del Genoa, segnato al novantesimo contro il Milan di testa. Sono salito davvero in cielo. Il più importante senza ombra di dubbio quello nello spareggio di Pescara nel 90/91 contro la Salernitana con la maglia del Cosenza.


Cosenza ormai è la tua città?

Ma certo, ormai sono un cosentino adottato. Le origini non si dimenticano ma gran parte della mia vita e della carriera calcistica l’ho vissuta a Cosenza. Mi sento un cosentino a tutti gli effetti.

 

Guardando questa foto nessuno si permette di chiederti qual è il calciatore più forte contro cui hai giocato… la foto chiarisce meglio di ogni altra cosa.

No, non è vero, ci sono stati grandi calciatori, grandi ancora oggi.

La più grande bandiera rosso-blù. Ti sei mai sentito ammainato? 

Qualche volta si, a dire il vero, ma non totalmente ammainato. Ci sono stati sia momenti belli che momenti brutti, ma sempre all’interno di un rapporto corretto da entrambe le parti.

qual è la canzone fatta dai tifosi per te ch ricordi di più?

Quella che faceva: “Rulla, Marulla La Canna, tutta la Curva si sballa”….era bellissima!

E la Canna?

Era un collega con il quale facevamo coppia.

Parlando del passato, se ti volti indietro hai grandi rimpianti?

Rimpianti? Forse qualcuno, ma poi viene superato tutto e si guarda avanti senza lasciarsi intimorire, si guarda al futuro.

Nel mese di giugno scorso la tua squadra “La Marca”  ha giocato nel penitenziario di Cosenza con i detenuti, che esperienza è stata?

Bellissima, indimenticabile, è stata organizzata in modo eccezionale. Mi sono commosso quando i detenuti nel vedermi hanno inneggiato al mio nome, come i tempi in cui giocavo, e poi quando sono ritornati in cella, quello è il momento più brutto che ti fa comprendere cosa significa essere libero. Purtroppo a tutti può capitare di sbagliare.

Un messaggio per chi legge?

Di amare il calcio e non trasformarlo in violenza perché è uno sport che disciplina e forma le persone, non si può perdere la libertà solo per futili rivalità, o addirittura perdere la vita.

Cosa farà Gigi Marulla da grande?

Il mio lavoro è fare l’allenatore. Qui al Marca l’importante era avviare. Adesso sicuramente mi guarderò intorno per lavorare su una panchina.

Salutiamo il grande Bomber pronto per una nuova sfida, la lezione con i piccolissimi che entrano in campo già come grandi calciatori.

Auguri Bomber 



 

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